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Alla scoperta di “Agenti Climatici”

Il concept

Alla base del Masterplan “Agenti Climatici” sta la convinzione che in un contesto come quello attuale, caratterizzato da continue e a volte drammatiche trasformazioni, le condizioni ambientali e climatiche sono diventate le nuove priorità che segnano lo sviluppo delle nostre città.

Il progetto di trasformazione dei due scali risponde quindi a questa sfida proponendo soluzioni che consentono di ricucire l’area degli Scali con quella metropolitana annullando i confini tra parti della città tradizionalmente separate.

 

Il Masterplan, infatti, si concentra sulla costruzione di due parchi differenti, il cui obiettivo fondamentale è quello di filtrare la tossicità prodotta dall’insediamento urbano. L’armonia e il dialogo tra ecologia e infrastrutture ricompongono lo spazio degli Scali con il resto della città.

Per approfondire:

La relazione al Masterplan

La presentazione dei progettisti

Focus Scalo Farini

Focus San Cristoforo

Gli Scali Farini e San Cristoforo a Milano

Ambiti progettuali

  1. Impostazione urbanistica generale:

Come suggerisce il nome, il Masterplan di rigenerazione degli Scali Farini e San Cristoforo a Milano, è stato concepito perseguendo un’ideale trasformazione dei modelli attuali di sviluppo economico, puntando a un modello di città che pensa innanzitutto alle condizioni ambientali e climatiche che è in grado di offrire ai cittadini.

Il progetto, infatti, propone due nuovi dispositivi ambientali: l’uno verde – un grande bosco presso scalo Farini in grado di raffreddare i venti caldi provenienti da sud-ovest e di depurare l’aria dalle particelle più tossiche; l’altro blu – un lungo sistema lineare a San Cristoforo per la depurazione delle acque, che definisce un paesaggio per realtà umane e non-umane.

Il Masterplan è concepito nel segno della continuità tra quartieri e punta a ristabilire rapporti tra aree della città che storicamente sono sempre state separate. L’assetto è pensato per accogliere ed esprimere la convivenza di diversità di ambienti e modi di abitare, garantendo flessibilità e sostenibilità nel futuro sviluppo dell’area.

 Approfondisci a pagina 9 e 10 della relazione.

Lo Scalo Farini proposto dal Masterplan

Lo Scalo San Cristoforo proposto dal Masterplan

Così come previsto dal Bando di Gara attuativo dell’Accordo di Programma tra Istituzioni e proprietari, il Masterplan destina una percentuale del 65% dello Scalo Farini a verde pubblico attrezzato (per attività ludiche, ricreative, sportive, culturali, ecc.). Un sistema composito, che a nord crea – grazie agli alberi – un filtro ecologico con la città esistente, mentre a sud ricompone il verde oggi frammentato in un mosaico di giardini urbani e nuovi spazi e servizi pubblici.

Il grande parco da 48 ettari è dunque concepito come una connessione ecologica che da Porta Nuova arriverà fino in Bovisa, dando continuità al sistema del verde di Milano.

Per quanto riguarda il Parco San Cristoforo, invece, l’Accordo di Programma prevede che il 100% della superficie dello Scalo San Cristoforo debba rimanere a verde.

La rigenerazione di San Cristoforo andrà inoltre a rinforzare il sistema ambientale del Parco Agricolo Sud e le relazioni con la nuova stazione di M4 e i quartieri Giambellino e Lorenteggio.

  1. Servizi e spazi pubblici:

Scalo Farini: il sistema della città pubblica

Nella ideazione del Masterplan per lo Scalo Farini i progettisti si sono ispirati al principio dell’antizoning: hanno cioè escluso la creazione di aree funzionali (commerciali, residenziali, pubbliche, ecc.) distinte e separate tra loro. Al contrario, nel tentativo di annullare il confine tra il “nuovo” quartiere e la città esistente, hanno integrato strategicamente le diverse funzioni prendendo spunto dagli altri quartieri di Milano che si sono sviluppati “naturalmente” nel corso degli anni: centralità della strada, negozi e servizi a piano terra, compenetrazione tra spazi pubblici e privati, ecc.

 Antizoning, mix funzionale alla scala dell’isolato

Il progetto, inoltre, si caratterizza per l’elevato riutilizzo di strutture preesistenti e per la visione di un quartiere votato alla multifunzionalità, grazie alla coesistenza di attività tradizionali e innovative e alla presenza di attività private, ma con un forte impatto sulla collettività.

Approfondisci a pagina 11, 12 e 23 della relazione

Scalo San Cristoforo: il programma della città pubblica

Liberata dai suoi agenti tossici l’acqua è il materiale principale del Parco di San Cristoforo, che diventa un common ground alla scala metropolitana per la comunità umana ed animale dando luogo ad attività che oggi non esistono.

Approfondisci a partire da pagina 25 della relazione.

  1. Ambiente ed ecologia

Il parco Farini e il parco San Cristoforo espletano una specifica funzione di interesse generale: essi sono dei veri e propri filtri ecologici che aiutano la città a ridurre l’inquinamento derivante dall’insediamento urbano.

Nel caso del Parco Farini, il Masterplan prevede un Limpidarium d’aria che ha l’obiettivo di ridurre l’effetto “isola di calore” generata dalla città e di depurare l’aria.

Parco Farini, Limpidarium d’aria

Nel caso del Parco San Cristoforo, invece, il Limpidarium d’acqua funziona come un filtro che, mediante un procedimento naturale, depura l’acqua e consente la creazione di piscine adatte alla balneazione e ad attività nuove per la città di Milano.

Parco San Cristoforo, Limpidarium d’acqua

Inoltre, in ogni aspetto funzionale del quartiere vengono adottate strategie ecologiche: dalla riduzione della domanda energetica degli edifici sulla base delle caratteristiche fisiche dei materiali e delle colorazioni delle facciate, allo stoccaggio e riuso delle acque meteoriche; dalla climatizzazione delle piazze e dei percorsi pubblici tramite corridoi ecologici, alla centralizzazione del sistema di raffrescamento e riscaldamento dell’intero quartiere.

Approfondisci alle pagine 5,6, 13, 14, 16, 24 e 30 della relazione.

  1. Trasporti, infrastrutture e rete delle connessioni

Lo Scalo Farini è concepito come una piattaforma intermodale per persone e merci: le due più marcate caratteristiche sono la pedonalizzazione delle superfici (circa il 90% del totale delle strade previste) e la possibilità di sviluppare una micro-logistica intelligente e meno invasiva.

Il sistema delle connessioni è dunque pensato nell’ottica di una città che sviluppa una mobilità verde, sostenibile e condivisa.

Approfondisci a pagina 15 e 16 della relazione

  1. Resilienza economica

Il Masterplan individua soluzioni urbanistiche in grado di garantire al progetto un alto grado di adattabilità anche di fronte a scenari economici molto diversi tra loro che potrebbero prospettarsi nei prossimi anni: da una crescita economica molto sostenuta a un eventuale contesto di consistente flessione del mercato immobiliare. La resilienza economica che caratterizza il Masterplan consente dunque la continuazione della città esistente, sia in caso di sviluppo economico sia in caso di recessione.

Ecco perché il Masterplan non stabilisce fin da subito la tipologia di edifici da costruire, ma adotta una strategia improntata alla massima flessibilità che rimanda alle fasi successive la definizione delle volumetrie e delle destinazioni d’uso, sulla base delle esigenze del momento.

Approfondisci da pagina 17 a pagina 22 della relazione.

Scenari di sviluppo economico