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Apr

La visione del team di Stefano Boeri. Un Fiume Verde per Milano

Il Fiume Verde è un progetto di riforestazione urbana che Stefano Boeri Architetti, insieme ad un team multidisciplinare (ARUP, Quinzii Terna Architettura, MIC – Mobility in Chain e Studio Laura Gatti) propone in risposta alla consultazione su “Scali Milano” indetta da Fs Sistemi Urbani per la formulazione di cinque visioni sul futuro degli scali merci di Milano. Il Fiume Verde mira a realizzare sul 90% dei sette scali un sistema continuo di parchi, boschi, oasi, frutteti e giardini ad uso pubblico – legati tra loro dai corridoi verdi e ciclabili realizzati sulle fasce di rispetto dei binari ferroviari. Nel rimanente 10% si potranno costruire bordi urbani ad alta densità in grado di ospitare le attività che oggi mancano nei quartieri di Milano: soprattutto residenze e spazi di studio/laboratori per i giovani (young professional housing e student hotels), ma anche servizi culturali e di assistenza al cittadino (biblioteche, ambulatori, asili), oltre che edilizia sociale e di mercato. Un sistema di architetture, luoghi pubblici e Torri Metropolitane verdi, caratterizzato da un’altissima varietà nei modi di abitare e dalla commistione delle funzioni. Il Fiume Verde attraverserà ad anello il corpo urbano di Milano, a metà strada tra le espansioni di fine ‘800, i Corpi santi e le prime periferie del ‘900 e ospiterà al suo interno un anello per la mobilità pubblica (M6 di superficie) e una infrastruttura metropolitana per l’utilizzazione a fini geotermici delle acque di falda. Con la realizzazione della M6 lungo il Fiume Verde, Milano diventerà la quinta citta europea per estensione della rete di trasporti pubblici.

Il Fiume Verde è la nuova sfida di Stefano Boeri Architetti: la trasformazione degli scali ferroviari dismessi rappresenterà infatti uno dei più grandi progetti di riqualificazione e rigenerazione urbana dei prossimi anni in Europa. Un’occasione unica per ripensare Milano coniugando lo sviluppo urbano con la presenza dei sistemi verdi continui e accessibili a tutti, che migliorano la qualità dell’aria e assicurano la protezione e la moltiplicazione della biodiversità urbana. Si calcola infatti che in un anno il Fiume Verde assorbirà 50 mila tonnellate di CO2 e produrrà 2 mila tonnellate di ossigeno, con 300 tonnellate/anno di inquinanti abbattuti. Dal punto di vista energetico, il sistema verde diffuso consentirà di ridurre di 30 GWh/anno il consumo energetico grazie all’opera di raffrescamento del verde sulle superfici urbane. Inoltre, 400 mila MWh/anno di energia pulita saranno generati dalla geotermia ad acqua di falda che percorre nel sottosuolo il Fiume Verde. Una superficie totale di 1 milione e 100 mila metri quadrati di parchi, colline, radure e prati: questi i numeri del sistema verde continuo che prenderà il posto degli scali dismessi di Farini, Porta Genova, Porta Romana, Rogoredo, Greco-Breda, Lambrate e S. Cristoforo. Per ogni scalo lo studio Stefano Boeri Architetti ha immaginato uno scenario diverso. Ad esempio, lo scalo Farini ospiterà una superficie verde di 550 mila mq, che comprenderà tra gli altri paesaggi, anche il Pratone per bambini (90 mila mq) ispirato da Fulvio Scaparro. Lo scalo di Porta Romana diverrà invece un’area dedicata ad un Arboretum (170 mila mq): un grande inventario a cielo aperto delle specie vegetali lombarde; a Rogoredo troveranno spazio un frutteto antico e l’istituto di ricerca dell’EMA; mentre Porta Genova diventerà la sede di un grande sistema di nuovi orti urbani in collegamento con il Parco Sud. Attorno ai nuovi Parchi, anche per garantirne un presidio costante -e sgravare il Comune da costi di manutenzione del verde- una costellazione di grandi funzioni ad uso collettivo oggi assenti: dalla Cittadella del Comune alla nuova sede dell’Accademia di Brera, dalla Moschea al Centro di Ricerca Botanica, dalla Ricicleria alla sede dell’EMA (European Medicines Agency). Il Fiume Verde è un grande progetto nazionale ed europeo, sostenibile secondo una attenta stima dei suoi costi, che merita di essere guidato da un’Agenzia di Sviluppo dove –secondo un percorso trasparente di concorsi aperti e di partecipazione attiva dei cittadini- la regia degli enti pubblici orienti l’azione degli operatori privati italiani ed internazionali disposti ad investire sul futuro di Milano. Grazie al Fiume Verde, la Biodiversità culturale e delle specie viventi potrebbe diventare la nuova e grande scommessa di una Milano che si apre ai giovani di tutto il mondo.