07
Feb

Dialogo con i protagonisti. Milano studia il caso Tiburtina

Pierfrancesco Maran, assessore all’Urbanistica e alle Politiche Agricole del Comune di Milano e Carlo De Vito, ad di FS Sistemi Urbani, partecipano alla tavola rotonda “Dialogo sulla rigenerazione urbana”, promossa da In/Arch Lombardia e Ance Milano (7 febbraio). Un incontro dedicato al ruolo della riqualificazione degli scali ferroviari all’interno dei processi di rigenerazione urbana, che vedrà protagonisti i diversi attori che sono impegnati nella trasformazione dell’area di Tiburtina a Roma, caso che verrà portato come esempio significativo di una trasformazione in atto, con qualche tassello già costruito.

Tra gli ospiti anche Paolo Desideri dello studio Abdr, progettista della stazione dell’Alta Velocità per conto del gruppo FS e Alfonso Femia dello studio 5+1AA che per Bnp Paribas Real Estate ha progettato il nuovo headquarter.

“Come molte città europee, anche Milano individua negli spazi ferroviari in disuso le zone strategiche, scegliendoli come punto di partenza per un processo di rigenerazione che coinvolge tutto il capoluogo lombardo. Il rinnovo dell’area metropolitana – spiegano i promotori dell’incontro – mira a rispondere ai nuovi bisogni di sostenibilità urbana e ambientale, per una città resiliente e smart, con una forte attenzione ai temi della mobilità urbana, dell’housing sociale e della governance diffusa”.

“La trasformazione dell’area di Tiburtina – spiega Giovanni Visconti, in rappresentanza di Bnp Paribas Re – è un’operazione di sviluppo immobiliare mirata alla realizzazione della nuova sede di uno dei principali gruppi bancari europei. La nostra attività – racconta – ha spaziato dalla definizione del fabbisogno del cliente finale alla creazione di un’opportunità di valorizzazione del suo patrimonio storico”. Risultato? “La realizzazione del nuovo headquarter e la valorizzazione degli immobili così liberati. La peculiarità dell’operazione – racconta il development manager di Bnp Paribas Real Estate – deriva dalla volontà di sfruttare le intrinseche potenzialità delle aree ferroviarie come Tiburtina, caratterizzate da una forte infrastrutturazione”. A Roma si è concretizzato quello che da anni è già realtà nel Regno Unito e in Francia. “Amo maggiormente il tema della Metamorfosi, più della rigenerazione – ha commentato Alfonso Femia, 5+1AA – in quanto il progetto deve accompagnare una variazione della forma della città capace di creare relazioni, di costruire paesaggi, di creare effetti di azione e reazione. Con questo progetto affermiamo un pensiero che concepisce ogni progetto “pubblico” per responsabilità e visione, indipendentemente dalla “proprietà fondiaria”: Tiburtina riesce in questo, nonostante un programma funzionale come quello terziario, che non ha per natura vocazioni o aspirazioni che non di rappresentare se stessi. Tiburtina non vuole solo rigenerare ma rimettere al centro l’architettura come strumento di dialogo”.