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Abis: Scali Milano è innovazione nel metodo e nel merito

Le tre giornate di workshop sugli scali ferroviari milanesi sono un’innovazione per il nostro Paese. Innanzitutto come metodo di lavoro che ha previsto il coinvolgimento, l’ascolto e la creazione di idee su un modello laboratoriale con 5 tavoli di lavoro. È stato fondamentale aver fatto una consultazione aperta di queste dimensioni.

Un altro aspetto innovativo sta nel merito. Tutto il sistema informativo legato ai 5 tavoli di discussione costituisce un patrimonio iniziale significativo, altrimenti inesplorato, che ha rappresentato la precondizione per cominciare a lavorare. E’ emerso ad esempio che i progetti degli scali dovranno essere ricondotti ad una visione più generale della città e l’allargamento alla scala metropolitana contribuirà a garantire la competitività con le altre grandi realtà del mondo.

Per quanto riguarda gli esiti, saldare la visioni del futuro degli scali dismessi ad un piano strategico della grande Milano, a 20-30 anni, è un risultato, anche politicamente rilevante. Si guarda a un piano che prevede una forte interconnessione di tutti i sistemi in gioco, materiali e immateriali: infrastrutture, verde, innovazione scientifica, destinazioni culturali, residenza, inclusione, bellezza, servizi.

A valle dei tre giorni di lavoro si è definito il perimetro del processo e del lavoro per i prossimi anni, che inizia con una fase di partecipazione sociale. Tra i risultati concreti del workshop c’è quello di disegnare sin da subito la banca dati e il monitoraggio sociale che dovranno alimentare la visione degli scali come parte fondante del futuro della città.