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Tre giorni con oltre 2000 persone partecipanti

“Tre giorni di grande fascino e di casino creativo che ci caricano di enormi responsabilità”. Carlo Monguzzi, presidente commissione mobilità, trasporti, politiche ambientali, energia, protezione civile, animali e verde del comune di Milano, ha commentato così il workshop di Scali Milano, sottolineando l’aspetto innovativo dell’evento che si è tenuto a scalo Farini. “Abbiamo per la prima volta sperimentato il debat public: Milano è la prima città in Italia in cui la rinascita di 1,2 milioni di metri quadri sarà fatta insieme ai cittadini. Ora è necessario tradurre le visioni emerse in questi giorni in ricadute concrete sul territorio”.

Un processo di rigenerazione urbana che parte dalla cittadinanza, grazie anche alla forte volontà dell’amministratore delegato di FS Sistemi Urbani Carlo De Vito e dall’assessore all’Urbanistica, al Verde e all’Agricoltura Pierfrancesco Maran. Un evento di tre giorni a cui hanno preso parte duemila persone. “Grazie a questa opportunità si possono provare a declinare nuovi paradigmi – ha dichiarato Leopoldo Freyrie, uno dei membri del comitato scientifico – non è solo un’occasione culturale, ambientale e politica per Milano ma per l’Italia intera”. 

Nuovi strumenti per nuovi paradigmi. “Nella società odierna – ha continuato Freyrie –  torna centrale la relazione tra i luoghi e le persone e su questo l’urbanistica tradizionale non sempre è in grado di fornire gli strumenti adeguati per rispondere ai nuovi bisogni. Scali Milano è anche l’occasione per rinnovare la cassetta degli attrezzi”.

Ripensare Milano partendo dalla sua mobilità. Investire in nuovi trasporti sostenibili, ma non solo. Francine Houben dello studio Mecanoo ha portato il caso olandese come spunto per gli sviluppi del capoluogo lombardo. “Quello che Milano ha fatto in questi giorni è qualcosa di davvero unico – ha dichiarato Houben – ma se vogliamo davvero cambiare i paradigmi della mobilità dobbiamo essere coscienti delle nuove forme della mobilità”. Sulla stessa linea anche Ma Yansong dello studio cinese Mad Architects. “La Milano di oggi non sarà la Milano del futuro, sarà molto più interconnessa, la distanza con la Cina per esempio, verrà ridotta con la diminuzione del tempo di volo e l’efficientamento dei mezzi. Quando parliamo di sviluppo della città dobbiamo quindi riuscire ad immaginare Milano fra 20-30 anni”.

Il verde urbano come un regalo per le future generazioni. Gli scali potranno essere l’occasione per ricucire l’interno della città con ciò che sta fuori, con i quartieri periferici e gli abitanti, anche con un ripensamento del verde urbano. “Guardando a New York, Central Park è un regalo ai nipoti, un regalo non nato per necessità, ma che ora genera un enorme valore ambientale ed economico”.

Impegno e determinazione. Anna Scavuzzo, vice sindaco di Milano, ha ribadito la volontà del Comune di Milano a portare avanti il progetto. “Insieme ai soggetti pubblici e privati trasformeremo i sogni e le visioni emerse in questi giorni in progetti e in cantieri”.